Introduzione
L’estate 2025 si preannuncia come una delle più torride degli ultimi decenni, con temperature che in alcune città italiane hanno già superato i 40°C. In risposta a questa emergenza climatica, il Ministero della Salute, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, ha riattivato il Sistema nazionale anti-caldo, operativo in 27 città fino al 20 settembre 2025. Questo piano prevede un insieme di misure preventive e informative per salvaguardare la salute dei cittadini, in particolare delle fasce più vulnerabili come anziani, bambini, malati cronici e persone senza dimora. In questo articolo analizziamo nel dettaglio gli obiettivi, le misure, i territori coinvolti, le raccomandazioni utili e il ruolo fondamentale dei professionisti sanitari e delle istituzioni.

Città coinvolte: dove è attivo il piano anti-caldo 2025
Il Sistema nazionale anti-caldo è stato attivato in 27 città italiane, selezionate sulla base dei dati storici delle ondate di calore e delle vulnerabilità territoriali. Tra queste troviamo Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Palermo, Firenze, Bari, Cagliari, Venezia e Genova, ma anche centri meno popolosi come Latina, Frosinone, Perugia, Rieti, Campobasso, Pescara, Trieste e Bolzano. Ogni città dispone di un bollettino giornaliero personalizzato che monitora i livelli di rischio termico e comunica le previsioni per le successive 72 ore. Il bollettino è consultabile sia sul sito del Ministero della Salute che attraverso app e canali locali. Il monitoraggio è fondamentale per l’attivazione tempestiva di interventi mirati.
“Le città coinvolte nel piano rappresentano un campione eterogeneo del territorio italiano: l’obiettivo è adattare l’intervento alle esigenze specifiche di ogni area urbana,” ha dichiarato il dott. Franco Russo dell’ISS.
Bollettini e livelli di rischio: come funziona l’allerta caldo
Il sistema utilizza una scala di quattro livelli di rischio, identificati con colori (verde, giallo, arancione e rosso), per indicare la gravità della situazione climatica e la sua possibile incidenza sulla salute. Il livello rosso rappresenta il massimo allarme: prevede ondate di calore persistenti per più giorni consecutivi e l’impossibilità per il corpo umano di acclimatarsi, soprattutto nei soggetti fragili. I bollettini sono aggiornati quotidianamente da esperti meteorologi e medici dell’Istituto Superiore di Sanità, incrociando dati climatici con indicatori sanitari.
“Questi bollettini salvano vite. Ogni anno riceviamo decine di segnalazioni da parte di medici e cittadini che, grazie all’allerta, hanno potuto intervenire in tempo,” afferma la professoressa Maria Lippi, climatologa sanitaria.
Le categorie più a rischio: chi proteggere con priorità
Il piano anti-caldo pone una particolare attenzione a categorie considerate vulnerabili: persone over 65, malati cronici (diabetici, cardiopatici, nefropatici), bambini sotto i 4 anni, persone con disabilità e cittadini in situazioni di marginalità sociale. In molte città sono stati attivati servizi di sorveglianza attiva attraverso i medici di medicina generale e le ASL, che effettuano chiamate telefoniche regolari agli assistiti più fragili. In alcune aree sono previste anche visite domiciliari, distribuzione di acqua, ventilatori o condizionatori portatili.
“Abbiamo mappato quartiere per quartiere i cittadini più fragili. Il caldo uccide, ma con l’aiuto della rete sanitaria possiamo prevenirlo,” dice il dottor Antonio Colasanti, medico di base a Napoli.
Le misure attuate: prevenzione, assistenza e comunicazione
Il Sistema nazionale anti-caldo prevede un’articolata rete di azioni preventive: apertura di centri climatizzati nei municipi e nelle biblioteche, attivazione di numeri verdi per l’assistenza telefonica, potenziamento dei servizi di emergenza, distribuzione di volantini informativi in farmacie, ospedali, ambulatori e luoghi pubblici. Particolarmente importante è anche la campagna di comunicazione pubblica con spot, affissioni e post social che informano su comportamenti corretti in caso di temperature elevate.
“La prevenzione non si fa solo negli ospedali: si fa con l’informazione chiara e accessibile a tutti. È fondamentale che la popolazione sappia cosa fare e cosa evitare,” ricorda il Ministero della Salute nel comunicato ufficiale.
Ruolo dei medici e delle ASL nel contrasto alle ondate di calore
I professionisti sanitari giocano un ruolo chiave nel piano anti-caldo. I medici di famiglia sono invitati a monitorare i pazienti fragili, aggiornare i piani terapeutici in base al clima (soprattutto per chi assume farmaci fotosensibilizzanti o diuretici), e sensibilizzare sulla corretta idratazione. Le ASL, da parte loro, organizzano team di emergenza e distribuiscono materiali utili alla popolazione. Alcune regioni, come l’Emilia-Romagna e la Toscana, hanno predisposto protocolli specifici per i pronto soccorso, aumentando il numero di operatori durante le ore più calde.
“Il caldo non è solo disagio: è emergenza medica. È necessario trattarlo con la stessa serietà che dedichiamo alle epidemie influenzali,” ha dichiarato il Presidente FNOMCeO, Filippo Anelli.
Comportamenti consigliati alla popolazione durante le giornate torride
Le istituzioni sanitarie raccomandano comportamenti semplici ma efficaci per affrontare le giornate di calore estremo: bere almeno due litri di acqua al giorno, evitare alcolici, indossare abiti leggeri e di colore chiaro, uscire solo nelle ore più fresche, evitare sforzi fisici nelle ore centrali, consumare pasti leggeri e ricchi di frutta e verdura. Per chi vive da solo, è consigliato mantenere contatti quotidiani con amici, familiari o servizi di assistenza. I bollettini vengono affissi anche negli ascensori condominiali per raggiungere i soggetti meno digitalizzati.
“La prevenzione parte da ognuno di noi. Basta un ventilatore, un bicchiere d’acqua in più, una telefonata a un parente anziano. Sono piccoli gesti che fanno la differenza,” afferma l’assessora alla Salute del Comune di Firenze, Letizia Cappelli.

Tecnologia e innovazione al servizio della prevenzione
Nel 2025 il piano si avvale anche di strumenti tecnologici avanzati: sensori per il monitoraggio della temperatura urbana, app per la consultazione dei bollettini in tempo reale, notifiche push per le allerte caldo, piattaforme di telemedicina per i consulti rapidi con il medico. Alcune città, come Milano e Bologna, hanno attivato intelligenze artificiali che integrano dati meteo, sanitari e sociali per prevedere in anticipo le aree di maggiore criticità. Questa digitalizzazione permette interventi più rapidi e mirati.
“La tecnologia può essere la nostra alleata contro gli effetti dei cambiamenti climatici. Stiamo trasformando l’allarme caldo in una risposta intelligente e integrata,” sostiene Laura Bianchi, coordinatrice del progetto HeatCare AI.
Conclusione
Il Sistema anti-caldo nazionale rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare le nuove sfide climatiche del nostro tempo. Il suo successo dipende da un’azione congiunta tra istituzioni, operatori sanitari e cittadini. Con l’aumento delle ondate di calore causate dal cambiamento climatico, misure strutturate e campagne di informazione diventano essenziali per tutelare la salute pubblica. È importante che ognuno di noi faccia la propria parte, adottando comportamenti responsabili e prestando attenzione a chi ci sta accanto. La prevenzione, oggi più che mai, è una questione di comunità.
“Non possiamo controllare il clima, ma possiamo controllare come ci prepariamo. E una società che si prepara insieme è una società che resiste meglio,” conclude il Ministro della Salute in conferenza stampa.










